Non fidatevi delle rotatorie – racconto

non fidatevi delle rotatorie

Non fidatevi delle rotatorie! Le rotatorie sono state inventate dai poteri forti per soggiogarci, per farci girare in tondo nella nostra vita da schiavi lobotomizzati del sistema.

Io so bene di cosa sto parlando.

Ero un autista dell’Umbria Mobilità, guidavo la navetta che da Sant’Eraclio portava in centro storico e mi hanno cacciato per il mio punto di vista perché, a sentir loro, usciva troppo fuori dagli schemi. Fidatevi di me, questa è una dittatura ciclabile! Questa storia dei segnali stradali, dei limiti di velocità e quant’altro è solo una scusa per controllarci, per abituarci allo status di servi del sistema. Ma non preoccupatevi, siete ancora in tempo a svegliarvi dal torpore mentale. Sapete, ero anche io uno come voi, uno che seguiva le regole e guidava con prudenza per le vie della città rispettando la segnaletica, poi un giorno, ho visto un video su internet che mi ha cambiato la vita. Nel video facevano dei test a persone qualunque, persone come voi o come me a cui è stato fatto il lavaggio del cervello fin da bambini. Queste cavie venivano messe di fronte a un semaforo in sella a una bici e bastava che si accendesse una luce rossa che loro, di colpo, si fermavano. Se invece si accendeva una luce verde, iniziavano a pedalare come automi. Sembravano dei cani da caccia addestrati. Poveretti, la loro mente era completamente soggiogata da questo riflesso condizionato. Di colpo mi sono reso conto di esserlo anche io.

Da quel giorno, ho iniziato a informarmi sulle lobbies della viabilità e ho scoperto cose agghiaccianti. Lo sapete che gli imprenditori che fabbricano i segnali stradali guadagnano dei soldi per ogni segnale prodotto? E lo sapete le nostre cariche governative, quelle elette dal popolo, quelle che dovrebbero proteggerci dalle ingiustizie, approfittando del loro potere incontrollato, affidano ai trafficanti di asfalto, degli appalti per la costruzione di strade e rotatorie. E tutto ciò, alla luce del giorno. Ma non finisce qui! I vigili urbani e gli ausiliari del traffico percepiscono uno stipendio, pagato con le nostre tasse, elargendo multe per puro scopo di lucro. Roba da far gelare il sangue.

Dobbiamo dire No a queste imposizioni da gestapo, dobbiamo ribellarci a queste pratiche incivili e riprenderci la nostra vita. Perciò, bisogna unirci, manifestare in piazza per spezzare le nostre catene. D’ora in poi guideremo d’istinto, alla velocità che riterremo più opportuna e ci fermeremo quando lo riterremo necessario.

Quando ho iniziato a pensarla così, i miei colleghi mi hanno allontanato, ho ricevuto minacce e mi hanno addirittura detto che potevo mettere in pericolo le altre persone. Ma io so la verità e loro sono solo pedine di un sistema che ho imparato a conoscere a fondo.

Da quando mi hanno mandato via dal mio posto di lavoro per il mio modo di pensare alternativo, ho cercato nella rete altri che la pensassero esattamente come me, e, guarda caso, tra gli autisti professionisti, ci sono addirittura altre quattro persone nel mondo che la pensano allo stesso modo. Questo vuol dire senza ombra di dubbio che ho ragione. Se questi quattro professionisti patentati e con anni di esperienza sulle spalle vanno contro le regole condivise da qualche misero milione di persone nel mondo, allora vuol dire che quelle quattro persone hanno ragione senza ombra di dubbio. Insieme abbiamo realizzato anche dei video che insegnano come passare col semaforo rosso e come attraversare una rotatoria in senso antiorario e… guarda caso, quei video, sono stati cancellati dalla rete.

So che siete ancora scettici lo capisco. È normale avere paura della verità, ma vi sottopongo una serie di numeri che vi faranno accapponare la pelle. Lo sapete quante persone muoiono ogni giorno in Italia per colpa delle attuali leggi stradali? Diciotto! Numeri che fanno girare la testa. Addirittura non si riescono nemmeno a contare sulle dita delle mani. Questa è la prova che il sistema non funziona, le regole sono inutili e dannose per la nostra stessa sopravvivenza. La verità è che stanno cercando di instaurare un controllo demografico sulla base di incidenti stradali controllati, e siamo noi stessi a volerlo rispettando quelle regole assurde.

In questi tempi ho scritto persino un libro che parla di questa dittatura, si intitola “Non fermatevi agli stop” ed è scaricabile gratuitamente da internet o acquistabile in versione cartacea a pochi euro, perché io non cerco di arricchirmi, cerco solo di liberare le vostre menti. Nel libro sono spiegate nel dettaglio le cose che si possono fare tranquillamente senza pericolo ma che la legge oppressiva ci vieta. E poi, essendo un libro vero, scritto con inchiostro su carta come la bibbia, è chiaro che non può che dire la verità. Io sogno un mondo in cui si può andare a cento all’ora sulle piste ciclabili, un mondo in cui le strisce pedonali non sono altro che un abbellimento urbano, un mondo in cui i sensi unici possono essere percorsi in tutte le direzioni possibili. Lo so, è un’utopia, ma, in questi tempi abbiamo fatto dei passi avanti.

La nostra organizzazione è cresciuta, nuovi membri si aggiungono ogni giorno e si uniscono nella lotta. Piano piano, siamo riusciti a infiltrarci nelle istituzioni locali e stiamo portando avanti delle piccole battaglie per riconquistare la nostra libertà. Ora, grazie alla nuova viabilità, Foligno sta iniziando ad evolvere verso un futuro in cui il caos regna sovrano, in cui i ciclisti non potranno più imporre la loro visione biciclica del mondo e in cui i pedoni dovranno arrampicarsi sui tetti per attraversare la città. Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per le quattro ruote.

Fine

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