La Missione – racconto

la missione - raccontoParte 1

12 Luglio 2010

Antartide

 

Ho scelto di tenere un diario, come quelli di una volta, non un registratore o un foglio elettronico, un vero e proprio diario di carta con la copertina rilegata in finta pelle. Non so perché l’ho fatto, ne sentivo il bisogno. Il professor White mi ha detto che tenere un diario è fondamentale in una spedizione scientifica ma ha definito la scelta del supporto come “anacronistica”. Ha ragione ma volevo prendere ispirazione dai primi pionieri che hanno esplorato questo continente, me li sono immaginati scrivere i loro pensieri sulla carta in mezzo alle bufere di neve, con i mezzi primitivi dell’epoca e volevo provare le stesse emozioni. I miei colleghi credono che io sia un idiota. Fanculo, ho una laurea in geologia alla Columbia.

Comunque, l’Antartide è una sterminata distesa di ghiaccio e neve sferzata da un vento gelido praticamente tutti i giorni dell’anno. Indosso una calzamaglia, pantaloni di lana, un altro paio di pantaloni in polipropilene, maglia di cotone con strato di lana, pile, maglia in fibra anti vapore, tuta in fibra sintetica, due paia di calzini in materiali diversi, scarponi da neve, due paia di guanti, passamontagna, occhiali antivento, cappello… e sento ancora freddo. Per scrivere uso una matita, a quanto pare le penne a queste temperature non si possono utilizzare perché l’inchiostro congela, non ci avevo pensato, fortunatamente il professor White ne aveva una per le emergenze comunque mi stupisco di riuscire a reggere la matita con tutta questa roba addosso. L’unica mia preoccupazione sono le minzioni, per questo, da quando siamo partiti dalle coste del Cile, ho bevuto una sola bottiglietta d’acqua. Il problema è che ora devo proprio farla.

Domani inizieremo le trivellazioni. La zona da valutare è a circa cinque chilometri dal polo sud geografico, zona scelta proprio da me per la totale assenza di rocce sotto lo strato di neve e ghiaccio, sperando che i miei calcoli siano esatti, dovremmo arrivare al di terreno alluvionale in meno di due giorni. Considerando che sono il più giovane e questa parte della spedizione si basa su una mia valutazione, se durante le trivellazioni incontreremo uno strato di roccia, non credo che il terreno sia l’unica cosa che verrà trapanata. A parte queste cavolate, la spedizione è importante, veramente importante, forse non è il caso di scherzarci troppo ma non posso farci nulla, è così che reagisco quando sono nervoso.

Cavolo, devo proprio farla.

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