il Castello – racconto

il castello - racconto

Avete presente quel posto dove andavate sempre quando eravate bambini per stare soli? Tipo la casetta sull’albero, l’angolo di prato nascosto dietro casa, lo stanzino delle scope o qualsiasi altro luogo reale o immaginario dove potevate stare in santa pace? Bè, per me era la soffitta di casa mia. All’epoca, io e la mia famiglia abitavamo in un terracielo di tre piani nella zona popolare di Via Montefalcone, proprio di fronte al Macellaio. Era una vecchia casa schiacciata tra due palazzi più alti con problemi di muffa e piena di scricchiolii. Aveva delle scale talmente ripide che ti facevano passare la voglia di andare al piano superiore. Poi, il quartiere dove si trovava non era dei più tranquilli, soprattutto di notte, visto che non c’erano nemmeno i lampioni, ma anche di giorno era raro vedere qualche ragazzino giocare a pallone per la strada. Aggiungiamo anche il fatto che non ero per niente un ragazzino socievole e capirete come mai, in quella soffitta, ci stavo così tanto tempo. Avevo la mia cameretta al secondo piano, ma la soffitta mi piaceva di più, prima di tutto perché i miei non ci mettevano piede visto che per andarci bisognava tirar giù la scala retrattile e procedere a tentoni fino a trovare l’interruttore della luce, e poi, lassù, c’erano un sacco di cose meravigliose. C’erano vecchi vestiti, un baule pieno di cianfrusaglie di guerra di mio nonno, gli attrezzi da lavoro di mio padre che non usava mai e gli addobbi di natale, che mi ricordavano il periodo più bello dell’anno. Col tempo l’avevo riempita di cose mie come giocattoli, fumetti, ma anche roba raccattata per strada che mia madre non voleva tenessi in casa, come una ruota di una bici, lo scheletro di un cane, il cappello di un vigile urbano con un foro proprio al centro –ve l’ho detto che non era una zona tranquilla–, e tante altre cose. In quella soffitta però, non ci andavo solo quando ero a casa, mi ci rintanavo con la mente anche quando mi trovavo fisicamente a scuola.

Ero un bambino piuttosto silenzioso, ma era dovuto più che altro dal fatto che non riuscivo a tirar fuori mezza parola senza balbettare. Mi succede ancora qualche volta quando sono nervoso ma ha smesso di essere un problema. Da piccolo invece, più balbettavo e più mi agitavo, e più mi agitavo e più balbettavo. Insomma, balbettavo di brutto, e potete immaginare in una scuola di un quartiere come quello, cosa volesse dire tartagliare in quel modo. Non mi hanno mai ficcato la testa nel water come nei film, ma di botte ne ho prese un sacco, così ho iniziato a rifugiarmi nella soffitta nella mia testa. Lì c’erano i miei fumetti, le mie cianfrusaglie, nessuno mi trattava da stupido e mi sentivo bene. Ho iniziato a prenderci gusto e mi sono ritrovato ad andarci in continuazione, anche durante le ore di lezione…

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L’isola del Centro Commerciale – racconto

l'isola

Questa è la triste storia di un eroe. 

Quando arrivai alla panchina c’erano già tre uomini seduti e mi fissavano come se avessero visto arrivare l’ennesimo condannato al patibolo. In mano avevo una busta della spesa del supermercato con dentro la cena di quella sera e le crocchette per il gatto. 

<Negozio di biancheria intima?> Mi disse l’uomo più grosso, seduto al centro della panchina. Io annuii.

<La mia è in erboristeria.> Continuò senza sollevare lo sguardo dal giornale. 

<La mia è in profumeria.> Disse il tizio magro vicino alla fontanella, era giovane ed era chiaro che non capiva a pieno cosa stava succedendo, forse si era sposato da poco oppure era soltanto fidanzato. L’ultimo, un uomo anziano dall’aria trasandata si avvicinò a me e iniziò a sbirciare dentro la mia borsa della spesa senza farsi troppi scrupoli. 

 

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il Primo Contatto – racconto

 

 

 

il primo contattoNella storia dell’umanità, il primo contatto, e ahimè l’ultimo, con una civiltà extraterrestre avvenne verso la fine del 2019. La delegazione di alieni proveniva da un piccolo pienetucolo roccioso situato nei pressi della stella Trappist a una quarantina di anni luce dal sistema solare. Scelsero di intraprendere il lungo e costoso viaggio verso il nostro pianeta a seguito di lunghi ed accurati studi basati sui segnali radio provenienti dalla terra.Considerando la scarsa velocità delle onde radio di appena trecentomila chilometri al secondo e la distanza siderale che separava le nostre civiltà, a Trappist era appena arrivato il segnale tv della seconda stagione de “il mio amico Arnold” insieme alla quarta de “la casa nella prateria” e alla quinta della divertentissima serie “i Jefferson”…

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ELAIN – romanzo

«Il mio nome è John, la mia missione è iniziata nel 1992 e da allora ho percorso milioni di chilometri nello spazio profondo per raggiungere il sistema extrasolare Trappist 1.  Il mio è un viaggio di sola andata.»

Elain esce nei primi mesi del 2020 in autopubblicazione con Amazon. Il romanzo è pura fantascienza, con riferimenti alle teorie della relatività e della meccanica quantistica. Delirante e claustrofobico.

Potete trovarlo a questo indirizzo:

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ELAIN

La storia di John, diretto verso una stella lontana in un lungo viaggio in solitaria. A fargli compagnia ci sono solo le parole di Elain, il suo tramite con la terra.

La sua è una missione di sola andata per salvare il mondo.

elain copertina

Birre d’autore

Tre stili di birra classici con tre illustrazioni originali: Lustra, Trimestris e XIX DC. La nuova linea di birra del microbirrificio Diecinove (https://birradiecinove.com/) firmata Tako. Illustrazioni originali che ricalcano la tradizione e lo stile della birra. Il brigante, simbolo del birrificio per la classica Golden, il lupo che rappresenta il territorio per la Tripel e il teschio del pirata per la Ipa, birra nata negli anni del colonialismo inglese.

EURIDICE – dipinto

Sposò Orfeo e morì per il morso di un serpente. Orfeo, disperato, scese nel regno dei morti per tentare di convincere Ade e Persefone a far tornare in vita la sua amata. Ade e Persefone si convinsero quindi a lasciare andare Euridice, a condizione che Orfeo camminasse davanti a lei e non si voltasse a guardarla finché non fossero usciti alla luce del sole. Arrivato finalmente alla luce del sole, Orfeo si voltò per guardare la sua amata; Euridice, però, non era ancora completamente uscita dal regno dei morti e dunque, quando Orfeo posò gli occhi su di lei, svanì.

Euridice
110×100 – olio su tela – collezione privata

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